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Fandom: Marvel Comics
Generi/Warning: Star Wars AU, angst
Prompt: sangue
Parole: 2023
Note: scritta per la settima settimana del Cow-T7.
è solo un prologo sfigatinoCollapse )

[Goblin] In memoria

Fandom: Goblin
Generi/Warning: introspettivo, stream of consciusness, angst
Parole: 1211
Prompt: In Memoria
Note: scritta per l'ultima settimana del CoW-T7, non betata, non riletta.


read meCollapse )
fandom: Rogue One
prompt: Guarigione
parole: 1443
Note: scritta per l'ultima settimana del CoW-T 7, non so bene cosa sia, di base il primo capitolo di qualcosa che non ho chiaro nemmeno io e che si è sviluppato nella mia testa. MODERN AU. Jyn/Cassian

cuttiniCollapse )

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[Frozen] Worn Hearts #Prologo

Fandom: Frozen
Parole: 2180
Prompt: "Per non farti scappare chiusi la porta e consegnai la chiave a te"
Note: anche questa era in scrittura per un vecchio CoW-T e l'ho risistemata e ripresa per questa edizione, prendendomi così bene da scrivere oltre questo capitolo, ma vbb, vedremo se sarà utilizzabile anche per altro. Anyway, è una Old West AU, ambientata a cavallo tra gli anni 60 e 70 del 1800 nell'America continentale, durante la costruzione della Union Pacific Railroad, diciamo che volendo un po' è ispirata a Hell on Wheels. Anna finisce a fare la prostituta ed è inutile specificare che sarà HansAnna, vero? Also ci sarà angst.


prologoCollapse )

 
Autore: Alexiel Mihawk | alexiel_hamona
Fandom: DC Comics / Batfamily mostly
Prompt: prima volta
Parole: 1355
Note: prologo di una storia che avrei voluto scrivere per il Big Bang, cosa che chiaramente non avverrà. Prima o poi la continuerò, nel frattempo non ci sono note perché al momento non porta da nessuna parte, ma sarà una Jason Babs ambientata prima del Rebirth.leggimiCollapse )

Drabble wwek #6 ; Batch 1

Fandom: Gobin
Parole: 100

Grim Reaper e il suo cappelloCollapse )


Fandom: Gobin
Parole: 200

goblin's brideCollapse )


Fandom: Gobin
Parole: 100

kim sunCollapse )


Fandom: Voltron
Parole: 100

PidgeCollapse )

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rapunzel si droga

parole 119
prompt primavera

Rapunzel amava il sole, più dei fiori, più del colore del cielo e quasi quanto le stelle che si alzavano in cielo una volta l'anno.
Forse era perché a suo modo vi era sempre stata legata - non che lo sapesse, erano così tante le cose di cui non era a conoscenza, ma tra tutti i segreti questo era sicuramente il più grande.
La sensazione di calore sulla pelle, il proforumo della primavera, l'odore dei fiori appena sbocciati, il solore portava gioia, portava vita e aveva provato a spiegarlo a Gothel tante volte, ma sua madre pareva non voler capire.
E come avrebbe potuto un essere di notte e tenebre e malvagie macchinazioni apprezzare davvero la luce del sole?

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satine

parole 203
prompt primavera, estate, inverno

Satine era stata la sua primavera.
Era stata il suo primo bacio e il suo primo amore. Era stata il suo primo pensiero fisso, il suo primo dubbio e il suo primo tutto.
L'aveva conosciuta che era solo un Padawan e l'aveva portata con sé, nel suo cuore, per anni, finché era diventato un cavaliere Jedi. E anche allora aveva continuato a custodirla con gioia, con amore, tenendola vicino al suo cuore come un ricordo da curare con delicatezza.
Poi l'aveva reincontrata e si era reso conto che non era cambiato niente, che valeva ancora lo stesso discorso di un tempo e che se lei avesse detto una parola, anche solo una parola, lui l'avrebbe seguita all'inferno, avrebbe lasciato l'ordine dei Jedi e sarebbe stato suo. Sempre. Satine era diventata la sua estate e il suo amore era sbocciato, profondo e intenso e potente e vano.
E come un vento freddo tutto quello che aveva tra le mani era stato spazzato via in un lampo, in un instante. Era arrivato l'inverno e aveva porato con sé un vuoto che Obi Wan non era riuscito a colmare, che sapeva non avrebbe colmato mai.
Satine era morta e Obi Wan aveva rinunciato al suo amore.

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cose

parole 178
prompt inverno

Quando suo padre le domandò cosa stesse facendo di bello, la giovane scosse il capo sconsolata - che poi giovane non era nemmeno più tanto, ma le piaceva considerarsi ancora tale.
«Ah, padre, di bello, purtroppo niente, sto cercando di non farmi venire un esaurimento mentre cerchiamo di vincere»
«Vincere cosa?» domandò l'uomo perplesso.
«La sfida della settimana al CoW-T».
«Cos'è?»
«Una sfida di scrittura, in questo caso dobbiamo scrivere storie brevi che usino come prompt le stagioni, il mio preferito è inverno».
«Mi sembra una cagata, e dimmi, figlia, chi gestisce questo sito?»
«Eh, padre, della gente».
«Capisco, vedi, avresti dovuto farlo tu, perché non lo fai tu?»
«Perché non ho cazzi né tempo, né tantomeno è una mia idea».
«Questo è il tuo problema, figlia, pensi alle storie brevi, ma non a come trasformare il tuo hobby in un lavoro» celiò, con il tono di chi ha capito tutto, ma non ha capito niente, e uscì dalla stanza, scuotendo il capo con disapprovazione.
La figlia lo fissò, chiuse la porta e tornò a scrivere.
«Dicevo: inverno...»

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il primo inverno

parole 266
prompt inverno

Jyn Erso era cresciuta con suo padre e Bodhi Rook che per lei era stato come un fratello e per Galen Erso come un figlio.
Sua madre la ricordava appena, ricordava torte appena sfornate e baci fugaci tra lei e suo padre, ricordava il suo nome, il suo sorriso e il suo abbraccio, il resto il tempo lo aveva portato con sé e Jyn aveva lentamente dimenticato. Le restava Galen. Le restava Bodhi. E nonostante tutto, per tutti gli anni che aveva vissuto a casa con loro, non si era mai sentita sola.
Adesso, al primo anno di college, al primo inverso trascorso lontano da casa sua iniziava a capire cosa fosse la nostalgia. Le mancavano la cioccolata calda, il caminetto acceso e le risate felici della sua famiglia, le mancava la voce calma di suo padre e il sorriso timido di suo fratello. Le mancavano così tante cose che a volte le faceva male il cuore a pensarci. In quei giorni usciva di casa, si avvolgeva in una sciarpa pesante e si chiudeva nella libreria all'angolo della strada. Il proprietario era un ragazzo, di poco più grande di lei, i capelli perennemente in disordine e un sorriso sghembo. Trasmetteva calore e sicurezza e a suo modo malinconia. C'era un poltrona, in un angolo del negozio, che lasciava libera apposta per lei, con una coperta a latoe una sedia vicino, 'per chiacchierare' aveva detto. E avevano chiacchierato davvero.
Il primo inverno lontano da casa era stato malinconico e nostagico e a Jyn era mancata la sua famiglia, ma dopo tutto non era stato poi così male.

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