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Titolo: Gods and Monsters
Parole: 229
Fandom: Supernatural
Generi/Warning: angst, introspettivo, nonsense
Prompt: Supernatural, gods and monsters
Note: scritta per la Notte Bianca #19 BIS di maridichallenge con un prompt di kuma_cla


Gods and Monsters


Dean è solo un uomo, un uomo in un mondo troppo grande e troppo spaventoso; un mondo così grande che ci sono dei giorni in cui si sveglia e non è sicuro che riuscirà ad arrivare vivo fino a sera, un mondo così spaventoso per cui non è sicuro di quale inferno potrebbe incontrare durante la giornata.
Qualcuno una volta ha detto che il mostro peggiore, il vero demone, è quello che vive dentro di noi; niente è più spaventoso e più crudele di un essere umano. E, Dio – un Dio in cui lui non crede più –, come vorrebbe che fosse così, come vorrebbe che la cosa più spaventosa che rischia di pararsi sulla sua strada fosse uno psicopatico con un’ascia in mano.
Ma Dean ha imparato che gli psicopatici sono solo la punta dell’iceberg, quell’estremità visibile che può essere evitata; quello che fa davvero paura, ciò che va rifuggito e da cui bisogno scappare, è la parte che non si vede.
Dean è solo un uomo e vive in un mondo di dei e di mostri, un mondo che lo deruba della sua sensibilità e si nutre della sua umanità, un mondo che, lui lo sa, mira a distruggerlo e a trasformarlo in uno di quegli esseri senz’anima dagli occhi neri come gli abissi dell’inferno, e teme, con tutto il cuore, che prima o poi ci riuscirà.





Titolo: L'inverno che porta nel cuore
Parole: 220
Fandom: Black Lagoon
Generi/Warining: slice of life, introspettivo
Prompt: Black Lagoon, Balalaika, le luci di Pietroburgo
Note: scritta per la Notte Bianca #19 BIS di maridichallenge con un prompt di kuma_cla


L'inverno che porta nel cuore


L’inverno a Roarnapur non è inverno.
Almeno questo si ripete Balalaika ogni anno; l’umidità invade l’aria afferrando i passanti in una morsa lieve, la temperatura si abbassa, ma non quanto dovrebbe e i passanti rabbrividiscono, sotto lo sguardo di disapprovazione della donna.

L’inverno che ricorda Balalaika è gelido e implacabile; venti freddi spazzano le ampie strade della città, mentre gli uomini spalano la neve e cercano, vanamente, di impedire al ghiaccio di conquistare le strade. La Neva si trasforma in una strada trasparente, mentre sotto la spessa lastra gelata il fiume scorre implacabile; ricorda di averla attraversata a piedi più volte, camminandoci sopra come un esploratore su un terreno sconosciuto, mentre le luci della notte andavano a riverberarsi sul ghiaccio in una danza strana.

Quello era l’inverno in Russia, così freddo da congelarti le lacrime sul viso, così implacabile da lasciare i morti agli angoli delle strade, assiderati nella morsa del gelo, così luminoso da non cedere spazio alla notte.
Laggiù, tra i palazzi degli Zar e le cinte di ghisa della Neva, San Pietroburgo si illumina a giorno, come un faro nel mezzo dell’oceano in tempesta e urla ai suoi cittadini di non arrendersi, che presto quell’oscurità passerà, quel gelo passerà e tornerà la primavera.
Quello era l’inverno di Balalika, tra le luci di Pietroburgo e il borsh caldo.





Titolo: Affrontare la verità
Parole: 278
Fandom: Evangelion
Generi/Warining: angst, post ep 21, molto angst, accenni alla morte di qualcuno
Prompt: "I am finding out that maybe I was wrong, that I've fallen down and I can't do this alone, Stay with me, this is what I need, please?"
Note: scritta per la Notte Bianca #19 BIS di maridichallenge con un prompt di nemofrommars
SPOILER PER CHI NON HA VISTO L'EPISODIO 21 DI EVA
Obvs, Kaji/Misato.


Affrontare la verità


Si stringe le braccia al petto, artigliando la carne con le unghie e non le importa in quel momento; non le importa niente del dolore, del sangue che le macchia la pelle, dei graffi che rimarranno visibili e chiari il giorno successivo.
Le parole di quel messaggio – l’ultimo messaggio che mai riceverà da lui – rimbombano nella sua testa come un tamburo e perforano i suoi timpani; entrano dentro di lei e si incidono nelle ossa, fino al cuore. Tanto ora a che le serve il cuore.
Kaji è morto e anche se Misato non vedrà mail il suo corpo, lei sa.
Tra le mani, però, non le rimane niente; nessun corpo da stringere al petto, nessun ciondolo, come quello che le ha lasciato suo padre. Solo una foto sbiadita e quelle parole.
«Katsuragi, la verità è con te. Va avanti senza esitare. Se poi… Se poi dovessimo incontrarci ancora ti dirò le parole che non sono riuscito a dirti otto anni fa».
Ma come può lei andare avanti da sola? Kaji è sempre stato una parte di lei, quella parte così importante e così radicata nel suo cuore da essere presente anche durante quel periodo di tempo in cui sono rimasti lontani, senza parlarsi, senza sentirsi; Kaji è stato la sua roccia e il suo punto di riferimento e ora non c’è più.
La verità è con lei e Misato lo sa, ma non è sicura di poterla affrontare da sola.
Però lui non tornerà, e non importa quanto pianga, quanto profondamente affondi le dita nella carne e quanto chiami il suo nome; non importa più se Misato ha bisogno di lui, Kaji, oramai, non può più sentirla.





Titolo: Un futuro in cui non credo
Parole: 373
Fandom: Evangelion
Generi/Warining: angst, introspettivo, slice of life, missing moment
Prompt: "Fin dall'inizio per noi non c'è stato alcun futuro, perché con assoluta certezza sapevamo che non avremmo ottenuto nulla dalla vita." [Cit. Mawaru Penguindrum]
Note:scritta per la Notte Bianca #19 BIS di maridichallenge con un prompt di kuruccha
SPOILER PER CHI NON HA VISTO L'EPISODIO 21 DI EVA
Obvs, Kaji/Misato; mi sono molto basata sulle dichiarazioni di Misato stessa in cui dice a Shinji che lei da giovane gli assomigliava molto e mi sono immaginata una Misato più fragile di come la vediamo adesso.


Un futuro in cui non credo


Misato si era sempre chiesta, dopo l’incidente, quale futuro potesse aspettarsi.
La consapevolezza degli eventi di quel giorno aveva sempre pesato sulle sue spalle come un macigno, mentre il resto delle persone procedeva tranquilla con la sua vita, andando avanti come se niente fosse accaduto, come se il mondo non fosse stato a rischio; ma lei, lei che sapeva, non riusciva a comportarsi allo stesso modo, a vivere con la stessa leggerezza.
Così indossava una maschera. Ogni mattina, prima di uscire, si fermava di fronte allo specchio e provava a sorridere, ripetendo a sé stessa che era giusto così, che non doveva turbare gli altri con i suoi silenzi profondi e il suo sguardo malinconico.
«Parli troppo» le diceva ogni tanto Ritsuko, con uno sguardo di finta disapprovazione. E in quei momenti Misato sentiva quasi di avercela fatta, di essere riuscita a superare quell’ansia costante che la accompagnava ovunque, perennemente, costante compagna di letto e di vita. Chiaramente si trattava di un’illusione, perché le bastava allontanarsi troppo da Ritsuko, da Kaji che la maschera cadeva e lei tornava a ricordare, a pensare a quanto i loro sforzi per crearsi un futuro, per avanzare nel mondo, fossero in realtà vani. Perché che futuro avrebbe potuto esserci quando quel mondo, in precario equilibrio, non era che un’illusione? Quando c’erano cose così grandi e così spaventose che era impossibile tenere sotto controllo?
Misato sapeva, fin da allora, che non avrebbe ottenuto nulla da vita, che non ci sarebbe stato nessun futuro e, ogni tanto, le sembrava di scorgere la stessa bruciante consapevolezza negli occhi di Kaji, quando, avvolti tra le coperte candide, rimaneva a fissarla con aria persa nel vuoto, mentre la sua mano scendeva ad accarezzarle quella cicatrice tra i seni.
«Un giorno finirà tutto» aveva detto una volta, stringendo le dita attorno al lenzuolo e Kaji era scoppiato a ridere perché sì, forse era vero.
«Come sei pessimista, Katsuragi, ma, chissà, potresti anche avere ragione. Fino a quel momento, però, non ti dispiacerà se continuo ad andare avanti così, con il mio viso appoggiato sul tuo petto».
Misato aveva riso, dandogli dello stupido, arrossendo solo vagamente, e dentro di sé si era sentita sollevata: un compromesso simile, aveva pensato, avrebbe potuto accettarlo anche lei.

Comments

( 1 comment — Leave a comment )
kuma_cla
Aug. 11th, 2015 06:21 am (UTC)
Sono così presa male che non mi ero nemmeno accorta che avevi fillato e ora che lo scopro ho un sacco di feelings a sorpresa. Grazie <3
( 1 comment — Leave a comment )

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