Alexiel Mihawk (alexiel_hamona) wrote,
Alexiel Mihawk
alexiel_hamona

Originale, Ocean High verse, I might not love you like that, but you are still my soulmate

Autrice: Alexiel Mihawk | alexiel_hamona
Titolo: I might not love you like that, but you are still my soulmate
Fandom: Originale (Ocean High! Verse)
Genere: slice of life, highschool, teenage drama
Warning: human!AU, modern!AU, highschool!AU
Rating: sfw
Parole: 1530
Prompt: Cambiamento + Tesoro
Note: questa storia è stata scritta per la quinta settimana del COW-T di Mari di Challenge con il prompt: tesoro. Per Ombrarossa è la terza settimana in cui compaiono prompt relativi all’acqua e iniziavano a scarseggiare le idee, quindi abbiamo deciso di darci da fare e abbiamo creato un vero proprio Verse in cui il mare, i suoi abitanti e gli esseri inanimati ad esso collegati sono diventati delle persone. Seguite l’avvincente storia d’amore tra Cozza e Scoglio, il tormentato amore a senso unico di Onda per Cozza, i drammi di Tesoro, alla ricerca di sé stesso, il rapporto morboso e al limite del consentito tra Mare e sua sorella Onda. Imparate ad amare con noi tutti i membri della Ocean High School di Laguna Bay!
In questa storia: tre momenti dell'amicizia tra Abessee Treasure e Ondine Flow, tre missing moments che uniscono un po' tutte le storie scritte fino ad adesso.


I might not love you like that, but you are still my soulmate



Non è mai stato semplice per lui comunicare con le persone.
Si è reso conto molto in fretta che la gente non era in grado di capire il suo modo di pensare e questo lo ha spesso portato a porsi sulla difensiva, nascondendosi dietro un silenzio impenetrabile e una maschera d'ebano. Per questo a scuola lo definiscono misterioso.
Abessee Treasure non pensa di essere misterioso, non pensa nemmeno di essere affascinante, certo sa di essere bello, ma non capisce come ci si possa innamorare di una bellezza vuota come la sua: non parla mai, non si apre con nessuno e le possibilità che dà agli altri di conoscerlo sono minime. Può contare sulle dita di una mano le persone che, nel corso del tempo, sono riuscite ad ottenere una confidenza tale che lui stesso iniziasse a considerarle amici. Solo una di queste gli si è avvicinata perché sinceramente curiosa di capire chi fosse davvero il ragazzo che veniva considerato il gioiello della Pacific High.
Ondine, però, è sempre stata un caso a parte e quindi Abe non è rimasto stupito quando ha iniziato a invitarlo a uscire con lei, cercando di spingerlo ad aprirsi. Forse glielo ha lasciato fare perché ha capito fin dal primo istante che la minore dei fratelli Flow non avrebbe mai voluto da lui quello che più della metà degli iscritti al loro liceo avrebbero desiderato. E un giorno ci sarebbe venuta a patti anche lei.
In ogni caso per lui non è mai stato facile comunicare, nemmeno quelle volte che sentiva un impellente bisogno di raccontarsi a qualcuno. Non che non ci avesse provato. Aveva tentato più volte di afferrare la mano delle persone che aveva vicino, ma la sua voce sembrava non arrivare mai da nessuna parte, come sigillata in una cassa di legno dello stesso colore della sua carnagione, come prigioniero in un forziere insonorizzato di cui non possedeva la chiave. Era stata lei l'unica a udire il suo grido disperato. Un richiamo smorzato, come una eco lontana, e si era fatta avanti, contro ogni aspettativa e contro ogni sforzo fatto da Abessee stesso per tenerla lontana.
Ma Onda non era mai stata tipo da arrendersi facilmente e lo aveva trascinato con sé, spingendolo con forza verso un mondo di cui si era sempre rifiutato di far parte. Ondine aveva forzato le serrature, si era fatta strada tra le fessure e con pazienza e costanza era riuscita ad abbattere quel muro che lo circondava.
«Tutti hanno bisogno di amici, Abe» gli aveva detto. E lui sa che aveva ragione, anche se non le concede una vera opportunità finché non la trova in lacrime in macchina.

*

Ci vuole del tempo perché Abesse capisca del tutto cosa significa essere amici di qualcuno e forse con Ondine si impegna un po' troppo, ma non è del tutto colpa sua. Quello è l'effetto che lei ha sulla gente, e chiunque la conosca, prima o poi, inizia ad orbitarle attorno. È il centro di gravità attorno a cui ruotano tutti quanti: lui, Mare Flow, Al e Gal, chiunque sia anche solo parzialmente parte del suo mondo non riesce ad evitare si esserne attirato. Certo Abe è consapevole che ognuno di loro ne sia attirato in modo diverso; sa per esempio che la loro è semplice amicizia e sa anche che non dovrebbe prendersela con lei per non avergli rivelato la sua cotta per Mitilee Cozza, perché dopotutto lo aveva già capito da solo. In parte però si sente leggermente offeso, non capisce come mai sia così difficile per Ondine ammettere, almeno con lui, di essere innamorata di quella ragazzina. Ok, Cozza è brutta e se Abe fosse al suo posto si vergognerebbe sinceramente di andarci in giro, ma fortunatamente non deve farlo e se la cosa rende felice la sua amica non vede dove sia il problema.
Gli ci vuole un po' per capirlo: la verità è che Ondine non è mai uscita dall'armadio. Forse ha anche capito di essere lesbica, ma non è ancora riuscito ad accettarlo del tutto. È ancora così dentro l'armadio se che se ci sprofonda un po' di più finisce a Narnia: la migliore amica del Signor Tumnus. Abe non è nemmeno sicuro che lo abbia detto a qualcuno, di sicuro non a suo fratello, non a giudicare da come la guarda. È più o meno quando lo capisce che decide che invece di sprecare il suo tempo ad essere offeso forse potrebbe impiegarlo meglio, magari dandole una mano, sopratutto visto quando la Flow ha sempre cercato di fare per lui.
Anche se non lo credeva possibile, però, il giorno successivo a quello in cui ufficialmente comincia la loro fintissima relazione, Ondine si confida completamente con lui ed Abe sente che in qualche modo la loro amicizia ha fatto un passo in avanti.
In una settimana il loro rapporto matura più che nell'ultimo anno e mezzo e Ondine è diventa una presenza talmente costante che ogni tanto il giovane si domanda come facesse prima. È pacata e rispetta le sue esigenze, non lo costringe ad uscire e, anzi, sono più le volte in cui viene a trovarlo con del gelato e un videogioco nuovo che quelle in cui lo spinge a venire da lei. Non che ci sia niente di male nella villa dei Flow, Abe va anche – stranamente – d'accordo con Mare, semplicemente Ondine preferisce l'ambiente più famigliare e confortevole di casa Treasure. Ruby, la madre di Abessee, è una donna adorabile, di eccezionale talento e la tratta come una figlia, e per lei è una novità. Quindi sì, preferisce di gran lunga trascorrere i pomeriggi con lui in quel salotto molto più piccolo del suo, osservando Ace (oramai è molto più divertente chiamarlo così e vederlo mentre le mette il muso) che gioca, prendendolo in giro ogni volta che il suo personaggio muore.
Abessee si finge oltraggiato, ma non riesce a non essere felice. Sa che le cose sono cambiate in fretta tra loro e anche se la quella relazione è solo una maschera di comodo per gli allocchi, vive con la consapevolezza che la sua affinità con Ondine è tutta mentale e porta la loro amicizia su un piano platonico che ai suoi occhi la innalza sopra quella con chiunque altro.

*

Due settimane dopo ha già visto Ondine piangere più di quanto non avrebbe voluto in un'intera vita.
Non che ci possa fare molto, o meglio ci ha provato a fare qualcosa, ma la ragazza l'ha sempre fermato, sostenendo che la violenza non fosse la soluzione e che non fosse colpa di nessuno.
Abessee non è propriamente d'accordo, anzi, è piuttosto di certo di sapere con estrema chiarezza chi sia l'origine del problema.
Siano, chi siano.
Perché Mare sarà pure uno stronzo e nella sua infinità deficienza non avrà un filtro tra il cervello e la bocca, ma non è certo solo colpa sua se Ondine ha passato le ultime ventiquattr'ore a casa Treasure, nella sua stanza, a piangere.
Quando ha ricevuto la sua chiamata, il giorno precedente, Abe si è precitato da lei, cercando di farsi raccontare cosa fosse successo, e quando l'ha scoperto un pugno in faccia a quello scimmione senza cervello di suo fratello non l'ha evitato nessuno, non che Ondine fosse effettivamente nelle condizioni adeguate per impedirgli di fare qualcosa. E comunque la reazione del maggiore dei Flow è stata talmente blanda che Abessee si è domandato se avesse colpito la persona giusta perché il ragazzo che gli stava di fronte non aveva nemmeno la forza di guardare davanti a sé.
Il vero problema, Abe lo sa, è stata la reazione di quella cessa di Cozza. Non solo il signore l'ha fatta talmente insignificante che la gente si dimentica quale sia la sua faccia, ma l'ha pure creata stupida! Come sia possibile rimanere indifferenti di fronte a Ondine Flow lui proprio non lo capisce. Quella ragazza è un gioiello e chiunque abbia la fortuna di cadere nelle sue grazie dovrebbe tenersela stretta.
Sospira, fissando la porta chiusa di quella che dovrebbe essere la sua camera, e cerca di trovare la forza di entrare, sebbene ogni volta che vedere Onda in quelle condizioni senta il suo cuore farsi un po' più pesante. La tapparella è calata a metà e quando entra la luce del tardo pomeriggio illumina appena il materasso a due piazze e la figura raggomitolata su sé stessa della sua migliore amica.
Guarda la tazza che tiene tra le mani e scuote il capo: non berrà il tè, già lo sa. La appoggia sulla scrivania e le si avvicina, sollevando il lenzuolo leggero e infilandosi nel letto al suo fianco, consapevole che non ci sia molto altro che possa fare per lei.
Per Ondine è sufficiente. Gli si avvicina e affonda il viso nel suo petto, cercando quel conforto che ultimamente solo lui sembra essere in grado di darle. Un giorno starà meglio e sarà in grado di dirgli quanto quel suo abbraccio caldo e la sua presenza rassicurante abbiano significato per lei in quel momento. Un giorno starà meglio e sarà in grado di fare lo stesso per lui e ripagarlo per quelle attenzioni che, lei lo sa, ora la stanno salvando dalla disperazione.
Tags: character: abessee treasure, character: ondine flow, fanfiction: ocean verse, fanfiction: originali
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