Alexiel Mihawk (alexiel_hamona) wrote,
Alexiel Mihawk
alexiel_hamona

[Naruto] Late bloomer

fandom: Naruto
prompt: tardivo
parole: 553
Late bloomer


Sasuke è sempre stato un genio.
 Sempre stato ben chiaro a tutti fin dal primo giorno di accademia: le sue doti e le sue competenze superavano di gran lunga quelle di chiunque altro.
Mentre gli altri lo ammiravano, invidiandolo e ammirandolo da lontano; Naruto si è sempre fatto avanti, lottando con tutto se stesso per dimostrare di essere al suo livello.
Alla fine, anche lui, dopo sforzi non indifferenti e anni di allenamenti è riuscito a dimostrare che spesso il talento da solo non è sufficiente e che l’impegno, la costanza, la correttezza morale possono dare molto di più di quanto non ci si aspetti a una prima pallida occhiata.
Sakura li ha sempre ammirati entrambi. Li ha sempre osservati da lontano, con un sorriso triste – forse nostalgico – stampato sul volto, consapevole di non avere né le qualità né la forza interiore per raggiungere il loro stesso livello.
Tsunade ha sempre sostenuto il contrario. Kakashi ha sempre sostenuto il contrario.
Sakura non li ha mai ascoltati, non ha mai voluto dare loro retta, vivendo con il pensiero fisso e costante che dopo tutto fosse normale, per lei, rimanere un passo indietro.
Questo chiodo ben piantato nella sua testa, inamovibile e doloroso, ha contribuito a plasmarla e a rendere le sue insicurezze sempre più reali, palpabili e pressanti. Ci sono voluti anni perché si decidesse a fare qualcosa, a prendere in mano la situazione nel tentativo – che dentro di sé ha sempre creduto vano – di riuscire a raggiungere i due membri del team 7 che nel suo cuore considera alla stregua di una famiglia.
Anche ora, che sono passati anni, che Naruto e Sasuke hanno trovato un punto di incontro, Sakura continua a sentirsi lasciata indietro, continua a sentirsi inferiore perché, dopotutto, quei due sarebbero stati in grado di concludere la guerra anche senza il suo aiuto.
Ultimamente, poi, da quando Sasuke se n’è andato (di nuovo), le sembra di essere rimasta ancora più indietro, perché tutti hanno un obiettivo e ora che ha finito di rappezzare la gente lei… Beh, lei non ha più poi così tanto da fare.
È Kakashi a ribaltare la situazione, che sia una scelta volontaria o meno, Sakura questo non saprebbe dirlo. E chiaramente è volontaria, ed è così palese a chiunque non sia la kunoichi dai capelli rosa che più persone sarebbero tentate di prenderla per le spalle e scuoterla con tutta la forza di cui sono capaci per urlare di svegliarsi – e Ino è una di loro.
«Hai il nome di un fiore e dovresti saperlo meglio di chiunque altro, Sakura. Ognuno di noi sboccia e fiorisce in un momento diverso della sua vita, tu non te ne sei resa conto, ma sei diventata un fiore dai colori delicati e armoniosi, un fiore tardivo e inamovibile, la cui forza e la delicatezza sono l’invidia di ogni pianta che sta loro vicino».
Sakura non capisce e sorride con gentilezza, chinandosi verso l’hokage, verso il suo maestro a depositargli su una guancia un bacio leggero, quel contatto delicato, proprio a contatto con l’angolo della bocca provoca in Kakashi una serie di sensazioni contrastanti che preferisce tenere per sé.
Almeno per il momento.
Sakura è un fiore tardivo, prima o poi si accorgerà della verità. Fino a quel momento continuerà ad ammirarla in silenzio.
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