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Note a Chances - 4. Death is only a door

Questo post è legato al quarto capitolo della mia Reincarnation!AU di Frozen con pairing Hans/Anna.
Qui tutte le note estese, che non ho postato su EFP per ovvi motivi di lunghezza.
Note a

Chances - 4. Death is only a door

I nomi di Anna nelle varie epoche in ordine di apparizione: Hagne (capitolo 3), Liviana, Elian, Jannah/Annika, Ninon, Anna, Anne Dieu-Le-Veut, Anais, Anne, Anya.
I nomi di Hans nelle varie epoche in ordine di apparizione: Iason (capitolo 3), Nero, Iohannes, Eadwig, Yannik, Giovanni, Laurens/Jan, Jean, Seán, Ivan.
I nomi di Photine nelle varie epoche in ordine di apparizione: Photine (capitolo 3), Gráinne, Säde, Lucette, Elena, Claire, Irina.
Inoltre, Elena di Troia (Capitolo 3), Germana, Eirwen, Hjördís, Jeanne, Isabella, Erza, Elizaveta è sempre la stessa persona.
Per comprenderne i significati leggete le note relative alle singole epoche. Le due ragazze che compaiono sempre al fianco di Anna sono presenti in ognuna delle sue vite, anche se non le ho fatte apparire in tutte; inoltre queste non sono tutte le vite di Hans ed Anna, ma solo alcune delle numerose che hanno vissuto.

La traduzione dei due quote è la seguente:
- A inizio capitolo:
Io credo che la morte sia solo una porta, quando essa si chiude, un’altra si apre. Se tenessi a immaginare un paradiso, io immaginerei una porta che si apre e dietro di essa, lo troverei lì, ad attendermi
- A metà capitolo:
La fede, come la paura o l’amore, è una forza che va compresa come noi comprendiamo la teoria della relatività, il principio di indeterminazione, fenomeni che stabiliscono il corso della nostra vita. Ieri la mia vita andava in una direzione, oggi va verso un’altra, ieri credevo che non avrei mai fatto quello che ho fatto oggi, queste forze che spesso ricreano tempo e spazio, che possono modellare e alterare chi immaginiamo di essere, cominciano molto prima che nasciamo e continuano dopo che spiriamo. Le nostre vite e le nostre scelte, come traiettorie dei quanti, sono comprese momento per momento, a ogni punto di intersezione, ogni incontro suggerisce una nuova potenziale direzione.
Avrei voluto usare “Like quantum traiectories” come titolo del capitolo, ma poi mi sono resa conto che non avrei saputo spiegare a parole la teoria dei quanti e la loro traiettoria e quindi ho glissato, e glisso ancora salutandovi con un “Scusate, gente, avrò pure venticinque anni e una laurea, ma rimango bionda”.

Epoca: 11 a.C. – Roma Augustea, corte di Livia
La cerimonia del matrimonio romano in epoca Augustea prevedeva un sacco di cose, qui ho descritto solo l’abbigliamento della sposa e i primi rituali, la tunica recta è una tunica senza orli; il cercino è un aggeggio che si mette tra i capelli, ma vi rimando alla pagina di wikipedia. Feliciter e Talasius sono formule di felicitazioni dopo che gli sposi pronunciano la formula di rito, che significa letteralmente “Dove tu sei Iannus, io sono Ianna” a significare che la moglie prende ufficialmente il nome del marito e diventa parte del suo nucleo famigliare. Cercino su wikipedia, perché non ho voglia di spiegarlo.
I nomi:
Lucilla è una derivazione di Lucia, femminile di Lucius che significa Luce; Germana è femminile del latino Germanus (che è un cognomen) che significa Fratello.
Liviana è una derivazione del nome Livia, che ho scelto per Anna per via del possibile diminutivo (oltre che per omaggiare Livia, la moglie di Ottaviano); Nero è un cognomen romano che probabilmente significa Forte/Vigoroso, è ovviamente famoso perché in italiano completo sarebbe Nerone, come l’imperatore.

Epoca: 60/61 d.C – Isola di Môn, Gallia settentrionale
L’isola di Môn/Man è meglio nota come Isola di Anglesey ed è famosa per il ruolo che ricopre nei romanzi di Marion Zimmer Bradley, Môn è il suo nome Gallese. Tra gli altri suoi nomi è annoverato, appunto, Ynys Dywyll che significa isola scura in antico gallese.
Budicca fu la regina degli Iceni, un popolo dell’Inghilterra orientale che, tra il 60 e il 61, mentre il proconsole romano Gaio Svetonio Paolino stava conducendo una campagna contro i druidi dell'isola di Anglesey (Galles settentrionale), guidò gli Iceni e i Trinovanti in una rivolta (che poi fu sedata nel sangue, ma dettagli.
Gaio Svetonio Paolino, fu governatore della Britannia. Nel 61, Svetonio attaccò l'isola di Mona, massacrandone gli abitanti, in prevalenza druidi (poi sedò la rivolta di Budicca).
Il gladius è la spada romana e il pilum è la lancia, entrambi sono parte dell’equipaggiamento dei legionari.
I nomi:
Elain è una derivazione di Anna, non so bene come, ma in ogni caso mi sono aiutata con Behind the Name.
Eirwen, significa Neve bianca, viene dal Gallese eira, neve, e gwen, bianco/benedetto.
Gráinne, deriva dal Gaelico e significa grano, era anche il nome di un personaggio mitologico che amo tantissimo, al fidanzata di Fionn e amante di Diarmuid (Fate/Zero mi hai rovinato la vita) secondo la mitologia Irlandese.
Iohannes è una delle forme più antiche di Johannes, da cui deriva, appunto, Hans.

Epoca: Novembre 866 – York, Northumbria
I vichinghi! Chi non ama i vichinghi? Nessuno. Come vedete qui siamo nell'865 quando sulle coste orientali dell’Inghilterra arriva un enorme esercito, guidato da Ivar, Halfdan e Ubba (ma secondo altre fonti storiche Guthrum); fatto sta che questa allegra combriccola conquista la città di York, ribattezzandola Jorvik, e una parte di loro vi si insedia per coltivare la terra.
Ívarr Ragnarsson, detto il Disossato o il Senz’ossa (per motivi diversi, ma io ho scelto di renderlo zoppo, invece che impotente o senza gambe), fu un capoclan vichingo danese vissuto nel IX secolo; come detto sopra, guida l’armata danese nell’invasione dell’Anglia orientale e della Northumbria. Suo padre era Ragnarr Loðbrók (Vikings di History channel, anyone?) un noto capo danese, le cui gesta sono poste a metà tra realtà e mito, tanto che lo ritroviamo nell’Edda nordica e nelle Gesta Danorum. Viene ucciso dal re Ælla di Northumbria, che qui compare come sovrano sconfitto di York (e che verrà davvero ucciso dai figli di Ragnarr).
Nomi:
Säde, significa raggio di luce in finlandese. A proposito di questa simpatica fanciulla, quando dico che sbaglia sempre il nome di Eadwig, mi riferisco al fatto che lo chiama con uno dei nomi delle sue vite precedenti.
Hjördís, è antico scandinavo/islandese, e significa, dea della spada, deriva da antico nordico hjörr "spada" e dís "dea".
Eadwig, è un nome anglosassone, significa Guerra benedetta, dall’unione ead "ricco, benedetto" e wig "guerra".
Jannah e Annika sono due varianti di Anna.

Epoche: 1356 – Poitiers, Francia | 1430 – Rouen, Francia
Entrambe sono ambientate durante la guerra dei cent’anni. La prima durante la battaglia di Poitiers, la seconda all’epoca di Giovanna d’arco, meglio nota come pulzella d’Orleans. Nella fattispecie in queste due vita i nostri innamorati non si incontrano, nella prima perché Hans muore, nella seconda perché schierati su fronti diversi.
Nomi: Jeanne non è Anna, e vi basta osservare la lista di nomi per accorgervi che Anna in questa vita è Ninon che è un appellativo francese per Anna. Yannik è una variante del nome Johannes, da cui deriva Hans. Lucette, come al solito, significa luce.

Epoca: 1573 – Venezia, Italia
Gente scusate, ma non potevo esimermi, sono studentessa di storia dell’arte a Venezia e un omaggio era doveroso. Dunque, partiamo dicendo che il Maestro da me citato è Tiziano; Paolo Caliari detto il veronese è un pittore rinascimentale della repubblica di Venezia, estremamente famoso. Possiamo dire che con Tiziano e Tintoretto, il Veronese è stato uno dei più famosi pittori del Rinascimento italiano.
Nel 1566, Paolo sposò Elena Badile, figlia del suo primo maestro Antonio Badile, dalla quale ebbe cinque figli, me li sono immaginati a vivere a Venezia, anche se, ammetto, non mi sono informata sui luoghi in cui Elena ha vissuto e sono abbastanza sicura che la bottega di Veronese non si trovasse sotto casa sua. In particolare perché la pittura di un telero richiedeva enormi spazi per lavorare, visto che un telero è una pittura di dimensioni enormi.
Alvise I Mocenico, ottantacinquesimo doge della repubblica in carica dal 1570 al ’77, mi sono presa la libertà di fare di lui e di sua moglie, Loredana Marcello, i genitori di Anna, soprattutto perché non si hanno notizie dei loro figli (anche se sinceramente non sono andata all’archivio di stato a controllare), e durante il Dogado di Alvise I ci fu davvero un incendio a palazzo ducale. Anche il processo a Veronese sul contenuto del telero “Cena a casa di Levi” è realmente avvenuto, anche se non su pressione del Doge, ma dei domenicani che non apprezzarono il soggetto.

I Mocenigo sono una famiglia ducale, i Ruzier: sarebbero giunti in laguna dalla marca trevigiana, dall'Istria o da Costantinopoli. Furono molto presenti a Candia, ovvero sull’isola di Creta, dove i nostri eroi fuggono alla fine. Per quanto riguarda il concetto di case nuove e cooptate, vi rimando a wikipedia.

Epoca: 1693 – da qualche parte vicino a Tortuga, Mar dei Caraibi
Laurens Cornelis Boudewijn de Graaf fu un pirata olandese, mercenario e anche ufficiale navale al servizio delle colonie Francesi di Santo Domingo. È descritto come un grande e malvagio pirata, alto, biondo, con un bel paio di baffi ed estremamente affascinante. Alcuni spagnoli credevano che fosse il diavolo in persona, quindi una personcina adorabile e io l'ho subito collegato ad Hans.
Anne Dieu-Le-Veut, anche nota come Marie-Anne o Marianne fu invece una piratessa francese, una dei pochissimi bucanieri donne conosciuti. Prima di incontrare De Graaf si sposa due volte, ma entrambi i suoi mariti muoiono, nel 1693 incontra e sposa Laurens e beh, le cose tra loro si svolgono esattamente nel modo in cui le ho descritte, senza la menata delle vite parallele, ma vi consiglio di andare a cercarvi la vita di questa donna, perché è davvero intrigante.

Epoca: 5 Ottobre 1789 – Parigi, Francia
Faccio riferimento alla marcia su Versailles, conosciuta anche come la marcia di ottobre. La marcia delle donne su Versailles è stato uno dei primi e più significativi eventi della Rivoluzione francese. La marcia fu iniziata dalle donne dei mercati di Parigi che, la mattina del 5 ottobre 1789, protestavano per l'aumento dei prezzi e per la scarsità di pane. La loro contestazione si unì ben presto con le attività dei rivoluzionari che richiedevano riforme politiche liberali e l'instaurazione in Francia di una monarchia costituzionale. E da lì tutti ad assaltare Versailles.
Nomi: Jean è francese per John, da Johannes, quindi Hans (siete stufi che ve lo ripeta?); Anais è una variante francese di Anna ; Claire ed Erza, sono rispettivamente un nome francese per indicare qualcosa di chiaro e una variante di Elsa, presa senza pudore da Fairy Tail.

Epoca: 1840 – Arendelle, Norvegia
Ho dovuto operare una scelta. Canonicamente Rapunzel è ambientato nel 1780, mentre Frozen nel 1840, di solito me ne frego e li faccio combaciare a distanza di pochi anni, ma qui mi serviva un minimo di accuratezza storica e ho deciso (siccome volevo ad ogni costo mantenere il personaggio di Rapunzel) di ambientarli entrambi attorno al 1840, così da poter fare anche una reference, nella vita precedente, alla rivoluzione francese.

Intermezzo: 1840 – Altrove
Mi dispiace ma non voglio ancora spiegarvi nulla di questo pezzo, ne sapremo di più nel sesto capitolo, ma chissà, voi provate ad indovinare e magari qualcuno, ricollegando i pezzi di inizi sparsi soprattutto nel capitolo tre (ma sono proprio solo bricioline di pane), riesce a ricollegare qualcosa!


Epoca: 1917 – Londra, Inghilterra
Prima guerra mondiale, i tedeschi iniziano a bombardare le città nemiche fin dal 1914, dal 1915 è la volta dei raid su Londra. Nell'estate del 1917 compaiono i temibili, enormi biplani Zeppelin-Staaken R.VI, e i Gotha G.IV e G.V, gli attacchi si moltiplicano, diventando devastanti, e causando effetti estremamente gravi sulla popolazione.
Nomi: Seán è una variante irlandese di John.

Epoca: 1941/45 – San Pietroburgo, Russia
Seconda guerra mondiale, molto lontana da quello che è il mio periodo storico, ma non importa; per quest’epoca mi sono documentata principalmente su internet, cercando in modo particolare gli effetti dell’assedio di Leningrado sulla popolazione, molti dei libri che ho letto e dei film che ho visto mi sono stati d’aiuto, una menzione in particolare va a “Il cavaliere d’Inverno” di Paullina Simons, perché questo libro è stato tutto per me. Una meravigliosa storia d’amore ambientata a San Pietroburgo durante l’assedio, con un finale migliore di quello riservato ad Anna ed Hans, per fortuna.
Ma passiamo alla storia. I 900 giorni di Leningrado sono stati il più lungo e terribile assedio della storia, la popolazione della città è stata decimata, passando a meno di un terzo del totale originale, la città è stata devastata dalle bombe, dal gelo, dalle epidemie; quando accenno al cannibalismo non scherzo, ci sono resoconti delle giornate dell’assedio, scritti dai sopravvissuti, che fanno venire i brividi. L’ Armata Rossa è l’esercito Russo; le stime dei morti le ho cercate su internet, ma non ci metterei la mano sul fuoco, nel senso non sono sicura che siano davvero esatte.
Puškin è uno dei più grandi scrittori della letteratura Russa, considerato uno dei padri della letteratura Pietroburghese; quello che Ivan/Hans legge ad Anna per tranquillizzarla è Il cavaliere di bronzo, un poema in versi che racconta la triste storia d’amore di Eugenio e Paraša, ma è anche un poema narrativo sulla statua di Pietro il Grande. Un capolavoro, davvero, che esalta San Pietroburgo e le sue bellezze.
La Neva è il fiume che attraversa la città; il campo di Marte e il Giardino d’estate sono due luoghi situati nel centro di San Pietroburgo; il lago Ladoga si trova a nord est della città e a lungo è stato “la via della vita” perché era l’unica via di fuga per gli abitanti rimasti assediati, che avevano la possibilità di passare sul lago ghiacciato e trarsi in salvo.
Nomi: Ivan è russo per John, Anya è russo Anna (ma anche diminutivo di Anastasia, ma sorvoliamo), Elizaveta è russo per Elisabeth, ed Irina è russo di Irene, che significa pace.

Epoca: 1975 – Berlino, Germania
Qui siamo alle prese con l muro di Berlino, per la tragedia che, ancora una volta, colpisce Hans e Anna ho fatto riferimento a le cosiddette “vittime del muro”, ovvero tutte quelle persone morte nel tentativo di attraversare il muro per passare da Berlino Est a Berlino Ovest. Sì, è vero che Anna non vuole propriamente scappare da Berlino Est, ma la guardia non lo sa e di conseguenza le spara, perché vede solo una donna che si agita e si dimena e nella colluttazione investe la guardia stessa.


Se siete arrivati in fondo avete tutto il mio rispetto.

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