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Fairy Tail, Gajeel/Levy, slice of life

Autrice: Alexiel Mihawk | alexiel_hamona
Titolo: slice of life
Fandom: Fairy Tail
Personaggi: Levy, Gajeel (Mirajane, Luxus, Wendy, Lucy, Natsu)
Avvertimento: Avatar!AU
Parole: 1817
Rating: sfw
Note: non c'ho cazzi, ci penserò quando la posto su EFP
/NON BETATA - NON RILETTA/

slice of life


«No, no, fermati, non vedi che stai leggendo la cartina al contrario?!» la ragazza dai capelli turchini borbotta seccata strappando la mappa dalle mani del compagno.
«Che cazzo ne so io, sei tu che me l’hai piantata in mano».
«Sì, certo, perché non riesco sia a guidare un bisonte volante che a leggere una cartina, ho solo due mani!» esclama Levy lasciando che il grosso animale, che li ha portati fino al confine del regno della terra, si posi delicatamente sul suolo.
Gajeel si innervosisce e salta giù dalla sella, borbottando qualcosa sul brutto carattere dei dominatori dell’aria, la ragazza nemmeno gli risponde, si limita a lanciare una raffica d’aria nella sua direzione, scompigliandogli tutti i capelli.
«Dico io! Sei impazzita?!»
«Oh piantala, per colpa tua non raggiungeremo mai Republic City in tempo, lo sai che Grey e Lluvia non tornano in città molto spesso, il viaggio dal polo sud è lento e lungo, senza contare Luxus, suo nonno gli ha concesso un permesso speciale per allontanarsi dalla nazione del fuoco, e lo ha fatto solo perché Natsu sarebbe venuto con lui. E ora loro ci aspettano e noi siamo in ritardo!»
«Quante storie, Gamberetto» borbotta Gajeel piantando un piede per terra e creandosi una comoda seduta di pietra «Basterà far muovere quel tuo coso peloso più velocemente no?»
«Il mio coso peloso ha un nome: Droy. Se non ti va di chiamarlo così almeno vedi di ricordarti che è un essere vivente e che non posso obbligarlo a una marcia forzata e, ehi! Cosa stai facendo a Jet?»
La ragazza si catapulta addosso al dominatore della terra strappandogli letteralmente dalle mani un povero lemure che sta venendo impunemente molestato.
«Che palle, McGarden, calmati» Gajeel se la tira addosso, prendendola per un braccio «Sai benissimo che non è colpa mia».
La ragazza nicchia e distoglie lo sguardo, innervosita da quel contatto troppo intimo.
«Se non avessi a tutti i costi insistito per venire a prendermi, ora saresti già là» le sussurra nell’orecchio.
Levy rotea lo sguardo e con gentilezza gli appoggia una mano sulla spalla.
«E tu ti saresti già perso sei volte» dice prima di scostarsi da lui con una folata di vento che lo manda a gambe all’aria.
«Ti odio, Gamberetto».
«Anche io, Redfox, ora monta però, così possiamo riprendere il viaggio».
Gajeel sbuffa e le si avvicina con aria imbronciata, strappandole un sorriso.
«Se farai il bravo, prometto che non racconterò a nessuno di come sei quasi caduto da Droy nel tentativo di salirci».
Il ragazzo le fa un gestaccio e avvicina il viso a quello della ragazza, sorridendo sornione.
«Che ne dici, invece» sussurra chinandosi sul suo orecchio «Di dormire con me stanotte, se mi comporto bene ora?»
Levy arrossisce sentendo un bacio gentile posarsi sul suo collo.
«Potrebbe essere un’idea».

Republic city vista dall’alto è uno spettacolo che lascia senza fiato, Levy ammira la statua dell’Avatar nel bel mezzo della baia di Yue e pensa che se Mavis è così bella sotto forma di statua, allora da viva doveva essere davvero splendida; sdraiato contro la sella Gajeel ignora completamente la città sottostante, il suo sguardo è fisso sull’amica che con movenze esperte conduce il bisonte volante fino all’isola del tempio dell’aria.
«Ce ne avete messo di tempo!» li redarguisce bonariamente Wendy quando atterrano «Siete fortunati che lei sia sempre più in ritardo di voi».
Li scorta fino nell’area solitamente dedicata all’addestramento, dove già li attendono alcuni dei loro amici: Grey, capo della tribù dell’acqua del sud e sua moglie Lluvia, regina della tribù dell’acqua del Nord (sebbene, sì, anche a lei sembra che il titolo di Regina sia antiquato oramai, ma le tradizioni rimangono radicate, là dove gli spiriti sono più forti); Natsu, della nazione del fuoco e Luxor, principe ereditario e nipote dell’attuale Signore del fuoco.
Ci sono tutti e a Levy si stringe un po’ il cuore, perché tutto quello le è mancato come l’aria, inconsciamente stringe la mano di Gajeel che le sorride.
«Che c’è, Gamberetto, non ti metterai mica a piangere, ora, vero?»
Lei scuote il capo e raggiunge gli altri, rimangono lì, in attesa degli ultimi due membri della loro compagnia. Quando finalmente l’avatar arriva, sempre assieme alla sua guida spirituale, scoppiano in un boato di gioia.
È passato un anno da quando insieme hanno sconfitto Brain e i suoi Oraciòn Seis, riportando l’equilibrio nel mondo; hanno combattuto tutti al suo fianco e rivederla ora è un balsamo per il cuore. Lucy, il membro del loto bianco che ha deciso si accompagnare l’Avatar nei suoi viaggi intorno al mondo, li saluta con un abbraccio, gettandosi tra le braccia di Natsu e Levy, come fossero i fratelli che non vede da una vita – e per Levy sicuramente è così.
Mirajane sorride con le lacrime agli occhi e non sa chi salutare per primo perché per lei sono tutti importanti allo stesso modo e alla fine sono loro a risolvere il problema, con un abbraccio di gruppo. Mentre la giovane donna racconta loro delle sue avventure nel regno della terra, Gajeel si avvicina a Levy e la prende in braccio e la piccola McGarden scopre che non le interessa se la stanno guardando perché finalmente sono di nuovo tutti insieme e lei non ha bisogno di fingere di essere una posata e tranquilla dominatrice dell’aria, ma può essere di nuovo la ragazza che ha insegnato all’Avatar il dominio dell’aria e quella che ha convinto uno dei più pericolosi criminali del regno della terra a seguirli in una missione suicida.
Il dominatore del metallo le appoggia il mento sulla spalla e la stringe a sé, mentre Mira continua a parlare.
«Oi, Gamberetto, a cosa stai pensando?» domanda Gajeel, sussurrando piano al suo orecchio.
«Niente di che. Ti ricordi quando ci siano conosciuti?»
«E chi se lo scorda. Mi sei letteralmente caduta in braccio, dal nulla, nel mezzo del deserto. Ho quasi preso un fottuto infarto».
«Tecnicamente non sono caduta dal nulla, è che il nostro bisonte era sotto attacco e –»
«Fregacazzi. Sei caduta dal nulla, punto. E mi sei caduta in braccio. Cosa dovevo pensare?»
«Di sicuro non che fossi un dono del cielo, imbecille!»
Gajeel scuote le spalle e ghigna.
«Non preoccuparti Gamberetto, me ne sono reso conto molto in fretta».
Levi ridacchia, divertita: «Ah sì? Ed è stato prima o dopo che ti facessi volare via con un colpo?»
«Più o meno in quel momento. Anche se ammetto che a stupirmi di più è stata la tua volontà nel trascinarmi con te dopo avere scoperto che ero un dominatore della terra».
«Ah, beh. Immagina la nostra gioia nel vederla tornare con un criminale ricercato appresso» interviene Luxus guardandoli con un sopracciglio alzato.
«Senti moccioso, il nome del Bandito di ferro era temuto e rispettato da tutti prima di questa storia» sbotta di dominatore «Siete voi che mi avete rovinato, non viceversa».
Mirajane scoppia a ridere e si siede accanto a Luxus, appoggiando con delicatezza una delle proprie mani sulle sue, quindi si volta verso Gajeel e sorride.
«Hai ragione, ma senza il tuo aiuto non sarei mai riuscita a dominare la Terra; è stato così difficile per me».
«Ce lo ricordiamo tutti, Mira» ridacchia Lucy, scostandosi una ciocca di capelli biondi dal viso «Anzi, ce lo ricorderemo sempre».
«Dopotutto quanti possono dire di avere visto il prode Avatar, salvatore del mondo, alle prese con una palla rotolante di roccia di tre metri cubi?» rilancia Natsu ridendo sguaiatamente.
«Se lo raccontate in giro giuro che vi uccido tutti» borbotta la ragazza imbronciata.
«Alla faccia dell’equilibrio» la prende in giro Levy.
Ed è meraviglioso essere lì, tutti insieme, proprio come prima; senza pensieri questa volta, senza l’ansia della battaglia incombente, del pericolo, della minaccia. Questa volta sono felici e possono stare tranquilli, ridere come persone normali, scherzare come persone normali; possono addirittura vivere e questa rivelazione è così inaspettata e improvvisa che Levy sente il cuore esploderle di felicità.
Si stringe di più a Gajeel, lasciando che il dominatore del metallo si appoggi con il mento sul suo capo e respiri il profumo dei suoi capelli; gli permette di stringerla in vita con fare possessivo e non lo sgrida nemmeno per le occhiate di sfida che sa stare lanciando in giro. Come se qualcuno fosse interessato a portarsela via, come sei fosse interessata a lasciarsi portare via.
Senza curarsi dello sguardo degli altri (perché no, loro sono sempre stati suoi amici, i suoi migliori amici e il loro giudizio non l’ha mai preoccupata, perché mai, nemmeno una volta, si sono permessi di giudicare le sue scelte o di non accettarle), intreccia le dita con quelle di Gajeel e sorride, felice.

La notte sull’isola del tempio dell’aria sembra non essere attraversata da alcun rumore; i suoi della città vi giungono attutiti, come se passassero prima attraverso a una bolla che, ovattandoli, li addolcisce e ne smorza i toni. È anche uno dei pochi luoghi da cui si riescono a vedere le stelle che illuminano la baia, stelle che a Republic City sono offuscate dalla fredda luce dei lampioni e delle lampade disseminate per le strade. Lì, però, sembra che il tempo si sia fermato.
Levy osserva ammirata quel cielo così diverso da quello a cui è abituata e lascia che il suo sguardo si perda sulle luci lontane, oltre il mare, oltre la finestra. Sul letto Gajeel riposa tranquillo, borbottando di tanto in tanto qualche cosa nel sonno.
«Levy» borbotta, masticando le parole «Torna qui».
La ragazza non se lo fa ripetere due volte e silenziosamente si infila sotto le lenzuola sottili al suo fianco, lasciando che l’uomo la stringa a se, affondando il viso dell’incavo del suo collo.
«Devi smetterla di andare in giro da sola, gamberetto» borbotta, senza sollevare il volto «Rimani dove posso vederti».
«Ma Gajeel, tu puoi sempre vedermi, anche quando non mi vedi fisicamente» ridacchia lei accarezzandogli dolcemente il braccio.
«Solo perché ti ho svelato il trucco delle radici spirituali, adesso non è che puoi sentirti libera di allontanarti di chilometri».
«Forse stai un po’ esagerando».
«Forse. E solo un po’, visto che l’ultima volta che ti ho persa di vista è stato prima che la cricca di Brain ti prelevasse per un interrogatorio a sorpresa, ricordi?»
«Sembra una vita fa…»
«È stato solo sei mesi fa, Levy».
La giovane si volta verso di lui e sorride, strofina il naso contro il suo e gli posa un leggero bacio a fior di labbra.
«Sei mesi in cui non hai lasciato che mi allontanassi un momento e, come vedi, adesso sono qui, con te».
«E sarà meglio che ci rimani, Gamberetto» ghigna l’uomo, riscuotendosi piano, piano dal sonno «O sarà con il Bandito di ferro che dovrai vedertela».
«È una minaccia?» ridacchia Levy percependo la pressione delle sue sita sui fianchi e sentendo una mano infilarsi sotto la maglia.
«Una promessa» conclude Gajeel, prima di attirarla verso di sé e sigillarle le labbra con un bacio.

Comments

( 2 comments — Leave a comment )
kuma_cla
Mar. 6th, 2015 07:54 pm (UTC)
AFGHKHJIL
(ti sei persa un verbo per strada all'inizio del secondo paragrafo: "sebbene, sì, anche a lei che il titolo di Regina sia antiquato oramai")
alexiel_hamona
Mar. 6th, 2015 11:21 pm (UTC)
Corretto. C'era anche un punto in cui passavo al passato e nclpf
( 2 comments — Leave a comment )

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