Alexiel Mihawk (alexiel_hamona) wrote,
Alexiel Mihawk
alexiel_hamona

[Star Wars] Flash fic Batch

fandom: Star Wars
titolo: Sometimes it takes courage to stick to one's beliefs

prompt: Rimpianto

parole: 407



Ci sono dei giorni in cui si sveglia nel cuore della notte.

Le unghie affondate nella carne dei palmi, il sudore a coprire la fronte e la schiena, gli incubi perseguitano le sue notti solitarie; la ruvida stoffa di lenzuola sconosciute, invecchiate dal tempo e rovinate dall’uso, sfrega contro la sua pelle.

Ahsoka vorrebbe avere lo stesso controllo sui suoi sogni, come sulle sue azione, tuttavia non le è possibile.

Nelle fredde notti trascorse su pianeti sconosciuti, si è domandata spesso se la sua presenza avrebbe potuto cambiare qualcosa; avrebbe potuto salvare Padme? Avrebbe potuto salvare Obi Wan? Soprattutto, avrebbe potuto salvare il suo maestro?

Vader, no, Anakin è così spesso nei suoi pensieri che ci sono delle volte in cui si domanda se non sia la forza a volerle comunicare qualcosa, a volerla guidare a lui.

Razionalmente sa che non è così, che non è possibile, perché nessuna forza potrebbe volerla guidare verso l’uomo che ha distrutto l’ordine Jedi, che ha contribuito al crollo della repubblica e a all’ascensione dell’impero, che ha ucciso i suoi amici per allearsi senza rimorso con i suoi vecchi nemici.

Ricorda i suoi insegnamenti ogni giorno.

Ricorda le sue parole, il suo sorriso, il suo modo di chiamarla con quello stupido soprannome; ricorda il modo di guardarla con affetto e dolcezza tipico di Obi Wan; l’affetto malcelato negli occhi di Padme, la complicità che si era instaurata tra loro.

Ricorda le parole gentile e i consigli preziosi del Maestro Plo Koon; l’umorismo serafico di Ki-Adi-Mundi; lo sguardo severo e il cuore gentile di Luminara Unduli.

Ricorda tutti loro, tutti i suoi maestri, i suoi amici, tutto ciò che ha amato e perduto; Ahsoka si sveglia e a volte non sa più chi è, se una giovane padawan ancora in cerca della sua strada, una Jedi che non ha trovato il suo posto del mondo, fulcrum, o, semplicemente, la stessa ragazzina insoddisfatta delusa dal mondo che la circondava che si è allontanata dal tempio tanti anni prima.

“A volte richiede più coraggio attenersi alle proprie convinzioni, giovane padawan”, è una frase che le ha detto il Maestro Aayla Secura, molti anni fa.

Ahsoka ci pensa spesso, ricordando come in quel frangente non fosse stata del tutto convinta della veridicità di quell’affermazione. Ora sa che Aayla aveva ragione, ma questo non la conforta e il rimpianto per ciò che avrebbe potuto fare, se solo non fosse andata via, continua a tormentarla ogni notte.


fandom: Star Wars
titolo: Gatti

prompt: Gatti

parole: 352


Satine Kryze ama tre cose sopra ogni cosa.

La prima è la pace. È sempre stata e sarà sempre una donna di pace; si è battuta per tutta la vita, nel suo ruolo di sindaco di Mandalore, affinché la città prosperasse in serenità, priva di corruzione e libera dall’odio che così spesso permea la vita di tutti i giorni. Sempre salda nelle sue convinzioni, Satine non è mai venuta meno ai suoi ideali, nemmeno quando la terra ha vacillato sotto di lei, minando tutto ciò che aveva costruito negli anni.

La seconda cosa, o meglio persona, che ama con tutta se stessa è Obi Wan Kenobi, Detective della polizia investigativa di Coruscant. Nonostante le loro divergenze e la loro visione diametralmente opposta della vita, Ben rimane la cosa più simile a un’anima gemella che abbia mai avuto e dopo una serie di schermaglie iniziali - durate più di quanto lei stessa  non vorrebbe ammettere - Satine ha accettato di avere trovato in lui un porto sicuro.

La terza sono i suoi gatti. Non ha mai pensato di essere una persona adeguata a prendersi cura di un’animale domestico, figurarsi di due; è sempre stata troppo impegnata con la vita politica, che le lasciava poco tempo per sé stessa e per la sua vita privata. Ora, invece, si ritrova con due enormi felini, uno più bello dell’altro, uno più grasso dell’altro. Il primo si chiama Qui Gonn, gliel’ha regalato Obi Wan al termine del lavoro a causa del quale si sono conosciuti - un’operazione di protezione testimoni durata quasi un anno e mezzo. Il secondo si chiama Bo, gliel’ha regalato sua sorella prima di andarsene di casa e unirsi alla Nightwatch, un'associazione militante che non sposa esattamente gli ideali pacifisti di Satine.

Quando si sente sola, quando sente che le persone che ama sono lontane e che il suo mondo le traballa sotto i piedi, Satine affonda il viso nel pelo fulvo dei suoi gatti, lasciandosi cullare dal ritmico ron ron delle loro fusa.

Satine Kryze ama tre cose sopra ogni cosa, ma i suoi gatti un po’ di più di tutto il resto.



fandom: Star Wars
titolo: In space no one can hear you scream

prompt: Rimpianto

parole: 439


Jango Fett era un uomo d'onore.

Certo era anche molte altre cose: un criminale, un assassino e un mercenario; anche e soprattutto Jango Fett era suo padre.

Boba ricorda molte cose di lui, la sua memoria di bambino è così vivida e reale che ci sono delle volte in cui gli sembra di poter toccare con mano la figura labile ed eterea che percorre i suoi sogni. Gli ci vuole sempre del tempo - troppo per un giovane mercenario - per realizzare che si tratta di un ennesimo sogno.

Il suo viso rimane impresso a fuoco nella sua mente anche da sveglio; non che sia facile dimenticarlo, anche se lo volesse - e Boba non desidera dimenticare suo padre, anzi, non c'è nulla che lo spaventi più della possibilità di alzarsi una mattina e non rammentare più quel volto così tanto amato. In ogni caso, anche se lo volesse non gli sarebbe possibile, non quando l'universo intero è disseminato di cloni; guerrieri uguali che indossano il volto di suo padre, che indossano il suo volto.

Sa che un giorno, quando sarà adulto, i suoi lineamenti saranno lo specchio accurato di quelli dei Cloni; è consapevole che il loro legame per quanto flebile, per quanto discutibile, sia tuttavia innegabile.

Quando osserva i loro occhi riesce a percepire quanto siano vivi, ne comprende le emozioni e gli stati d'animo sebbene continui - nel suo cuore, a sentirsi diverso, a sentirsi più vero. Originale.

Quello che tuttavia non riesce a fare è premere il grilletto.

Non pensa davvero che i Cloni siano suoi fratelli, ma in qualche modo li identifica come una parte della sua famiglia: ognuno di loro è un'eredità di suo padre e per ognuno di loro a cui toglie la vita, Boba perde una parte della sua umanità.

La morte di ognuno di loro gli apre un buco nel cuore, lo spinge a rinunciare a qualcosa e ogni volta che si trova nella condizione di dover uccidere un altro se stesso, un altro suo padre, Boba si blocca e spera, nel profondo, che qualcuno percepisca il suo urlo di aiuto, la sua costante ricerca di attenzione, il suo bisogno di tornare a essere intero.

Non è così, scopre ben presto che non è mai così e i buchi nel suo cuore si riempiono di volti senza nome, ricolmi di un sentimento sordo e pressante: il rimpianto per la persona che sarebbe potuto diventare, per i suoi se stesso che avrebbe potuto salvare, e, col tempo, più nulla.

Il suo grido rimane una eco nella vastità dello spazio, perso in galassie senza nome; all'attenzione che cerca non riesce a trovarla.


fandom: Star Wars
titolo: monito

prompt: Attention – Charlie Puth

parole: 332



“So this is okay with you?” Anakin asked, while raising an eyebrow.

“What is?” Obi wan replied, walking on the illuminated street with a calm pace.

“The way that Mace treated that kid. He could at least have apologized".

“Anakin, that kid is Boba Fett, son of the notorious criminal and bounty hunter Jango Fett, which tried to kill me, shall I remember you he tried to shoot me down? Repeatedly? He was one of those who wanted to execute us on Genosis, if I stand correctly".

“He did tried to kill us, but the kid is still a kid who witnessed his father being murdered and the moment Mace had the chance to do something he choose to do nothing instead!”

Obi Wan stopped and looked at his padawan.

“So this is what all this is about. Master Mace Windu? I know you don’t always agree with Master Windu, but he is a wise and estimated member of the the Jedi order”.

“And he can still be wrong,” muttered Anakin, not looking away from his Master.

“Anakin…”

“I'm just saying, I lost my mother too and I know how it makes you feel. Empty. Powerless. Alone.” he took a breath, looked away, into the distance. “This kid was crying for help, crying for attention, have you seen how he behaved with that clone? He couldn't even pull the damn trigger…”

Obi Wan sighed, he could see where Anakin’s opinion was coming from, and he didn’t disagree, yet he also knew Master Windu must have had his reasons for acting like he had.

“But he could have killed both Master Plo Koon and Ahsoka,” he noticed.

“Yes. But I still believe he could have been saved. He could have been rehabilitated. He was trying to raise our attention and we turned him down. Believe me, we are going to regret how we acted today. Sooner or later, we will. Everything because a stubborn Jedi Master refused to listen and refused to apologize.”


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