Alexiel Mihawk (alexiel_hamona) wrote,
Alexiel Mihawk
alexiel_hamona

[Naruto] El Dorado - o anche, Istinti di conservazione inesistenti

fandom: Naruto
prompt: giungla
parole: 733


La missione è partita due giorni prima, destinazione: sconosciuta.

Sakura bestemmia - interiormente soltanto, le ragazze di buona famiglia non mostrano a tutti quanto possono avere in comune con gli scaricatori di porto, almeno non subito. L’afa di quel luogo è insopportabile, la presenza di terreno umido e gli alti alberi non aiutano per niente; pare che il vento, e in generale l’aria scarseggino notevolmente all’interno di una giungla tropicale.

Quando Lady Hinata aveva trovato indicazioni per la città perduta di El Dorado e aveva organizzato la spedizione di ricerca, Sakura si era subito dichiarata pronta a partire, sbracciandosi e cercando di farsi notare ad ogni costo pur di riuscire a far valere la sua candidatura (spontanea e volontaria, e del tutto filantropica, non certo per sfuggire dalla follia dell’ospedale).

«Fai attenzione, Sakura» le fa notare il capo della sicurezza, aiutandola con gentilezza a scavalcare le larghe radici di un enorme ebano «Ecco, ora sotto di qua».

«Grazie Kakashi», risponde piano, accettando la mano che l’uomo che le porge «Hai idea di quanto ancora dovremmo continuare in questa giungla?»

«Approssimativamente - almeno a quanto ho capito dall’esposizione della missione avvenuta a villa Hyuuga - una decina di giorni».

Kakashi Hatake è stato assoldato dal padre di Hinata, di lui non si sa molto, solo che quando un rcco magnate ha bisogno di protezione il suo è sempre il primo nome che viene proposto; non ha importanza che gli manchi un occhio e che abbia i capelli grigi come il granito, Kakashi è il migliore, anche quando si tratta di una missione senza fondamento apparente nella giungla.

Quella sera, accampati ai piedi di un grosso albero le cui radici spropositate paiono estendersi per diverse decine di metri, Sakura si ritrova ancora una volta al fianco dell’uomo da un occhio solo e il viso stanco.

«Come mai hai accettato di partecipare? Non mi sembri tipa da foreste piene di insetti e scarpinate nella giungla».

«E che genere di tipa sembro?» domanda Sakura, sollevando un sopracciglio. È appoggiata alla corteccia scura dell’albero, avvolta nei suoi pantaloncini di lino color kaki e in una camicetta leggera verde scuro allacciata in vita in un nodo semplice.

«Più cittadina, tipo Miss Hyuuga, meno impacciata però».

«Non che ci voglia molto, in realtà. Anche se ti sconsiglio di sottovalutare Hinata, è impacciata e a tratti un po’ goffa, ma è più intelligente e pericolosa di quanto sembri. Non viene da una famiglia… semplice da gestire».

«E tu, Sakura?» domanda Kakashi, chinandosi leggermente verso di lei «Da dove vieni?»

«Ti interessa davvero?» domanda la ragazza sarcastica, c’è una note sprezzante nella sua voce e Kakashi non capisce se sia perché non pensa che sia un argomento rilevante o se sia perché giudica che, a confronto con i partecipanti a quella spedizione, la sua famiglia non sia per nulla importante.

«Mi interessi tu» ribatte prontamente - ed è vero, è così. Sakura è interessante, oltre che incredibilmente bella (e giovane); pare non avere paura di niente, nonostante le bestemmie velate che la sente tirare, e cercare invano di celare, ogni qual volta qualche membro del gruppo accorre da lei con ferite ridicole provocate da cadute impreviste e animali potenzialmente mortali.

Sakura arrossisce appena, ma non abbassa lo sguardo.

«Hai davvero un pessimo gusto in fatto di donne».

Kakashi scoppia a ridere e solleva con delicatezza una mano ad accarezzarle i capelli rosa; le sue dita sfiorano le ciocche sottili, seguendo la forma del caschetto, lasciandole quindi scivolare via per andare ad appoggiarsi sulla schiena della donna di fronte a lui ed attirarla a sé.

«Ho anche un pessimo istinto di conservazione» mormora piano.

«Ah sì?» Sakura ridacchia a sua volta, appoggiando entrambi i palmi contro il petto dell’uomo.

«SA-KU-RA-chan!» una voce tre note troppo alta li coglie di sorpresa ed entrambi si trovano ad allontanarsi di scatto l’uno dall’altra; non hanno idea del perché, non hanno nulla da nascondere, né niente da dimostrare, ma lo fanno in ogni caso.

«Sakura-chan, mi aiuti per favore?» Naruto si avvicina piagnucolando piano, si tiene stretto il polso sinistro «Credo che mi abbia morsicato qualcosa di potenzialmente mortale».

Sakura grugnisce appena, sentendo una sensazione di insoddisfazione farsi strada dentro di lei.

«Dannazione, Naruto» borbotta avvicinandosi, lasciandosi Kakashi e la sua espressione divertita alle proprie spalle «L’unica cosa mortale in questa giungla e il tuo inutile e inesistente istinto di conservazione. Tu davvero non ne hai uno!»

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